A pochi giorni dalla presentazione delle Liste per le Elezioni alla gran maestranza parte sul Canale Telegram “Vamu” l’attacco al prossimo Gran Maestro del G.O.I. Antonio Seminario, accusato di riproporre con la sua Lista una zuppa riscaldata. Immediato il contrattacco di Notizie massoniche italiane, che con un parallelismo con il Cristo spiega l’errore teologico dell’Eretico e parla ai seminariani di Destino, di Gloria e di Trasformazione. Gelo Telegram sull’altro candidato, Mario Martelli: “Martelli chi?”. Ed è una bocciatura senza possibilità di appello.
Di seguito l’attacco su Vamu dell’Eretico e la risposta del vice-capo redattore di Notizie massoniche italiane:
Va bene tutto e ogni argomento può essere interessante ma credo sia il momento di iniziare a parlare della Lista Martelli e dei suoi obiettivi, ancor più che da un po’ di tempo c’è chi santifica Seminario come salvatore della patria, e dopo averlo attaccato duramente, con un doppio salto carpiato all’indietro, ne celebra la grande ritrovata sapienza! Che peraltro vedono soltanto loro… E si permettono pure di attaccare ipocritamente chi con coraggio presenta una propria Lista, che pur avendo scarsissime probabilità di successo serve invece a rendere un po’ più credibile una competizione elettorale che ha i caratteri della beffa verso quei fratelli che credevano di trovarsi in una Istituzione iniziatica degna di questo nome. Il risveglio è stato brusco ma salutare, e ciascuno ha già fatto o potrà fare le scelte ritenute migliori per il proprio percorso esoterico.
La lista Martelli accoglierà i voti dei fratelli che credono ancora in un GOI diverso, che possa rinascere dalle proprie ceneri. La vulgata dice che non vinceranno. E sia, ma le battaglie di principio si fanno a prescindere dal risultato e nessuno ha mai detto che bisogna per forza schierarsi dalla parte di chi è ritenuto più forte. Si combatte per ciò che si crede giusto, e contro le ingiustizie.
Una cosa deve tornare ad essere chiara a tutti, anche agli atleti del doppio salto carpiato all’indietro: i Massoni, quelli veri, quelli liberi, non si comprano.
L’Eretico

Carissimo Eretico,
mi perdonerai se, in tema di “Antonio Seminario”, sono da molti mesi portato alla rilettura delle Scritture. È esercizio necessario.
Il tuo scritto parte implicitamente da un assunto: “Seminario non è cambiato, e una volta arrivato al potere farà tutto come prima“.
Come se Antonio Seminario fosse una specie di automa, un moderno Frankenstein senz’anima epigono dell’essere descritto sublimamente da Mary Shelley nell’omonimo romanzo.
Un Seminario che attraversa il tempo e lo spazio come un fotone, per il quale l’universo è un unico istante: l’istante stesso della sua emissione e assorbimento.
Caro Fratello, un po’ poco…
Torniamo alle Scritture: l’evangelista Luca collega l’ingresso di Gesù nella sua Gloria alla stessa sua sofferenza e alla sua morte. E nel racconto di Emmaus risuonano potenti le parole di Gesù ai discepoli: «Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua Gloria?» (Luca 24,26)
Cosa significa, e perché il parallelismo con Seminario?
Presto detto: se, come riferito altre volte, la vittoria di Seminario segna il destino del GOI, e poiché il Destino non è altro che l’oggetto conoscitivo par excellence della coscienza umana, allora la Gloria di Seminario altro non è che il farsi innanzi del Destino agli occhi della Storia. E la Storia è appunto la Gloria di Seminario.
Ma la Gloria di Seminario è forse soltanto la sua prossima Gran Maestranza?
Ritorniamo a Luca…
Se ogni atto ed evento di cui è stato protagonista Antonio Seminario costituisce il destino del GOI, e il Destino è il farsi innanzi a noi della sua Gloria, nella Storia, allora ogni evento è la Gloria di Seminario!
Ogni evento: la presentazione, nel 2023, del suo primo scadentissimo programma elettorale ultranegazionista e immobiliarista, la totale inconsistenza della sua prima campagna elettorale prona al credo bisiano, la sua sconfitta nelle urne elettorali contro Leo Taroni, l’onta dei “talloncini”, la vergogna del CEN, la revoca giudiziaria della sua prima Gran Maestranza abusiva… tutto questo è nella sua Gloria! La sofferenza, il dolore, lo smacco internazionale subito, sono gloriosi!
Luca ci dice proprio questo: “…non fu dunque opportuno che il Cristo patisse tutte queste cose (le frustate, la Passione, la morte) per entrare nella sua Gloria?“. Dio fatto uomo entra nella sua Gloria.
Ma possiamo figurarci un Cristo che, ormai glorioso, siede alla destra del Padre avendo dimenticato il proprio patimento? Cristo dimentica ciò per cui è divenuto agnus dei, Salvatore dell’umanità?
Credo che anche tu, Eretico, risponderai di no. Sarebbe infatti regredito, il Cristo, ad una forma di insipienza. Bisogna, infatti, che questo patimento lo abbia davanti, ma lo abbia davanti non semplicemente ricordandolo, non cioè come “immagine” che lascia da parte la concretezza di ciò che ricordiamo, ma come presenza in carne e ossa.
Lo stesso per Seminario. Se la sua Gloria fosse scevra dal patimento e dalla passione che pure la costituiscono essendone superati, noi ci troveremmo di fronte ad un Seminario innocente, nel senso in cui l’innocenza è appunto l’opposto della Sapienza. Ma questo non è, né potrebbe essere.
Ecco perché l’Antonio Seminario di oggi nulla ha a che fare con quello di ieri, pur essendone legato dal Destino stesso che è la sua Gloria. Proprio come il Cristo sulla Croce che urla: «Elì, Elì, lemà sabactàni» è, ma allo stesso tempo non è quello che risorto, in Giovanni 20,21, dice ai suoi discepoli: «Pace a voi», rassicurandoli e benedicendoli.
Ora, caro Eretico, capisci bene che di fronte a queste riflessioni sul Cristo, su Seminario… parlare di Martelli… addirittura del “programma di Martelli”…
Siamo seri.
Vice-capo redattore Notizie massoniche italiane