Dopo settimane di avvisaglie il Rito Scozzese di Piazza del Gesù rompe gli indugi, pronti i pezzi d’artiglieria per il sacco di Roma. Il Vascello risponde dichiarando Defcon 1, il livello d’allerta più alto mai toccato finora nella guerra civile che da tre anni sta sconvolgendo il mondo latomistico nazionale. E mentre Taroni prepara il Comunicato ufficiale, l’emissario Martelli vola in Sardegna per incontrare Solinas. Ancora incerto il ruolo del notaio Magno
Defcon 1: all’alba di ieri il Gran Maestro aggiunto Antonio Seminario, Comandante in Capo delle Forze massoniche lealiste, non ha potuto far altro che innalzare al grado “nero” l’asticella di pericolo per il Grande Oriente d’Italia. Mai prima d’ora era accaduto, neppure nei mesi più caldi delle durissime campagne bisiane contro la famigerata “Lista 1” del 2023.
Tramite un Comunicato ufficiale il Vascello ha informato l’ambiente latomistico nazionale che le impenetrabili difese giudiziarie del G.O.I., i leggendari sistemi Iron Dome e Arrow II e III, posti sotto la guida dei valorosi Ufficiali legali Raffaele D’Ottavio e Fabio Federico, erano pronti a rispondere a qualsiasi attacco proveniente dal Rito Scozzese di Piazza del Gesù.

L’accordo segreto
Se la battaglia finale porterà mai un nome, questo sarà di certo quello di Lorenzo Borrè, Alto funzionaro giuridico oggi consulente militare del Rito Scozzese. Stando alle voci circolate ieri sarebbe riuscito a negoziare un accordo segreto con il giudice Maurizio Manzi, della potente XVIa Sez. Civile del Tribunale di Roma, per mettere in fuorigioco la dott.ssa Flora Mazzaro, che in questi ultimi mesi era riuscita a insabbiare i ricorsi presentati dal team di Leo Taroni contro le decisioni del Comitato Elettorale Nazionale del G.O.I. in merito alle note vicende collegate alle Elezioni truffaldine per il rinnovo della Gran Maestranza, compreso il loro successivo annullamento votato in Gran Loggia lo scorso aprile e la messa al bando del R.S.A.A. dal G.O.I.

L’accordo prevederebbe l’accoglimento delle istanze taroniane, con conseguente effetto valanga sulla attuale leadership di Villa il Vascello e blocco delle nuove Elezioni previste tra qualche settimana.
Uomini e mezzi… su Roma
A rivelare le prime mosse Scozzesi una Nota del Canale Telegram Notizie massoniche italiane delle 15:08 di ieri, ora Zulu, che riferiva un rilevamento satellitare del G.O.I. delle 14:53, sempre ora Zulu, effettuato dall’Alto Comando lealista, che individuava la presenza, nel tratto autostradale A13 tra Masi San Giacomo e Torello, di n. 8 Reparti Forestali Scozzesi procedenti in direzione Bologna.
Secondo la fonte lealista si sarebbe trattato delle Falangi “San Benedetto”, “San Giacomo”, “San Giorgio”, “San Giovanni”, “San Luca”, “San Paolo”, “Santa Maria in Valdo” e “Santo Spirito”, della temuta Compagnia corazzata “Wallace”, agli ordini diretti di Generale Leo Taroni.
Tra i mezzi geolocalizzati si sarebbero identificate alcune Fiat Panda 4×4 munite di lanciarazzi e una Fiat 124 “portalabaro” modificata in anfibio da battaglia.

L’ipotesi subito avanzata è che il drappello di combattenti e mezzi stesse lentamente convergendo, via Bologna, su Roma.

A farlo pensare anche la presenza, documentata fotograficamente, di Leo Taroni presso il campo d’addestramento Scozzese di Monte Sabbiuno, nei pressi di Bologna, dove avrebbe arringato per quasi un’ora i militi delle Forze massoniche rimaste.
Andrea Roselli e la benedizione di “zio” Gelli
Nella tarda serata è invece il Sovrano Gran Commendatore del Rito Andrea Roselli a rompere gli indugi, con una Nota di propoganda in cui presenta al mondo latomistico nazionale uno degli Obici da 155mm di cui è dotato il R.S.A.A. di Piazza del Gesù. Si tratterebbe – a detta degli esperti – di un moderno MORANA semovente di fabbricazione Ceca, del tipo di quelli impiegati recentemente sul fronte ucraino del Donbas. Impossibile sapere di quanti di questi mezzi pesanti sia dotato il R.S.A.A., su questo Roselli è stato vago.

Dalla foto allegata al Comunicato è stato possibile risalire, invece, alla loro attuale dislocazione: con ogni probabilità si tratterebbe dell’Appennino tosco-emiliano. Da lì questi mezzi potrebbero raggiungere in qualche giorno Roma, per il sacco finale del Vascello.
L’uscita di Roselli ha avuto due effetti, quello di provocare ancor più timore nelle truppe lealiste di Seminario poste a difesa della Capitale e un’altro sorprendente, quello dell’uscita pubblica del vecchio Venerabilissimo Licio Gelli, che con una Nota ha manifestato il suo grande apprezzamento per il discepolo Roselli, che allora conobbe giovane, e la sua simpatia per quegli Obici Scozzesi che, ci fossero stati alla sua epoca, avrebbero consentito, nella fantomatica notte di “Tora Tora” del 7 dicembre 1970, ben altro esito all’arditissimo golpe del Capitano Junio Valerio Borghese.

La possibile fuga di Bisi e Seminario
Di fronte alla possibilità di un sovvertimento tellurico di simili proporzioni nella Massoneria italiana sono circolate, intorno alle 19:00 di ieri ora ZULU, ulteriori notizie incontrollate sulla sorte dei Gran Maestri Stefano Bisi e Antonio Seminario e la sorte delle loro Giunte. Il Vascello aveva diffiso in mattinata notizie tranquillizzanti: Bisi e Seminario, insieme agli Alti Dirigenti di Partito Mazzotta, Vignoni, Monticone, Melani e Cosmai erano stati tradotti in un luogo sicuro, probabilmente in un bunker sotterraneo costruito sotto il massiccio montuoso dell’Aspromonte.

Preoccupazione si era subito diffusa per il Fratelli Trumbatore, Pietrangeli e Sechi, che in un primo momento era parso fossero stati lasciati indietro.
Una successiva Nota del Vascello, diffusa dopo circa un’ora dalla precedente, rassicurava invece sul destino dei tre: anche loro erano stati infatti recuperati e portati in luogo sicuro per la loro integrità personale.
In serata cambia lo scenario: Bisi e Seminario sarebbero fuggiti dall’Italia, riparando all’estero. Si vocifera di Malta, come possibile destinazione finale, visti gli ottimi rapporti del senese con Simon Cusens, che si vuole gli abbia dato asilo nella propria abitazione.
La voce è però subito smentita seccamente da un Comunicato ufficiale del Vascello, in cui si afferma che: “I Gran Maestri Antonio Seminario e Stefano Bisi stanno bene e seguono l’evolversi della situazione militare da un luogo sicuro situato nella penisola italiana, insieme a tutto l’Alto Comando lealista“, mentre: “si invitano i Fratelli a mantenere la calma, soprattutto questo momento delicatissimo per le sorti del Grande Oriente d’Italia” e a “stringersi in catena d’unione per fronteggiare ogni insidia all’unità e all’intangibilità del Grande Oriente d’Italia portata avanti da Forze controiniziatiche e profane alleatesi insieme per tentare la distruzione del nostro Ordine“.
Nel Comunicato è fatto poi riferimento alla grande esperienza e tenacia degli assets giuridici interni “che sempre hanno costituito una barriera invalicabile a protezione della nostra Comunione“.

Non solo verso Roma
Nella nottata, infine, esattamente alle ore 21:24 ZULU, una Nota di Notizie massoniche italiane registrava movimenti scozzesi in Sardegna, lungo la direttrice naturale del Campidano, in direzione del capoluogo cagliaritano.

Secondo fonti lealiste, citate dal Canale Telegram, si sarebbe trattato della Falange Scozzese “Valle del Cixerri”, Divisione “Amsicora”, agli ordini del Colonnello ginecologo McClaud (nome di battaglia “scozzese” dell’ex-Presidente circoscrizionale sardo Claudio Solinas).
Si tratterebbe, dunque, degli stessi uomini e mezzi che hanno sconfitto, qualche mese fa, le truppe anglo-maltesi dell’Armata Heredom, comandate dal Colonnello John Mosca – fedele a Seminario – nell’ormai celebre Battaglia di Ghilarza, che aveva prodotto notevolissimi danni alle postazioni lealiste nel Guilcer.
Il movimento registrato in Sardegna farebbe quindi pensare ad una resa dei conti, tra R.S.A.A. e G.O.I., a livello non solo nazionale ma anche locale.
Il Comunicato di Taroni
Fonti emiliane riferiscono di un Comunicato ufficiale di Taroni, che sarà pubblicato sulla piattaforma internet delle Forze massoniche rimaste nel primo pomeriggio di oggi.

In esso saranno probabilmente spiegate le ragioni dell’attacco finale al G.O.I., che si attende per la giornata di lunedì 12, quando le truppe e i mezzi corazzati scozzesi convergenti su Roma si uniranno all’élite aviotrasportata dei magistrati specializzati in diritto associativo, capitanati dal giudice Manzi. L’incontro è atteso nei pressi del Rione Prati, da lì i cannoni Scozzesi dovrebbero far da scudo ai paracadutisti della XVIa Sez. Civile del Tribunale di Roma per la presa finale del Vascello.
Tutto facile?
Tutto facile? Per niente. Perché la contraerea lealista al colle del Gianicolo è pronta, e i sistemi satellitari di intercettazione dei potenti razzi latomistici del Supremo Consiglio hanno già in altre occasioni dimostrato la loro efficacia, respingendo ad esempio i Panzer Commander dello Sturmbannfürer Scozzese Pieremilio Sammarco, nella catastrofica Battaglia di via Lepanto dello scorso anno, che costò a Leo Taroni un dolorosissimo arretramento giudiziale.

A peggiorare le cose, sul fronte taroniano, sembra essere arrivato, in queste ultime ore, soprattutto il maltempo che sta falcidiando i valichi regionali appenninici. Secondo il geopolitologo Lucio Caracciolo, Direttore della rivista mensile Limes, intervistato ieri da Lilli Gruber a “Otto e mezzo”: “I semoventi Scozzesi sono attualmente rallentati dalle abbondanti nevicate degli ultimi giorni“.

Insomma, la partita militare e quella giudiziaria restano tutte da giocare.
Le ultime notizie
Le notizie di questa mattina parlano di un sorvolo di Droni taroniani sulla Casa massonica del Grande Oriente d’Italia di Cosenza, avvenuto durante la notte. La contraerea massonica calabrese non sarebbe riuscita ad abbattere la nutrita pattuglia di aereomobili scozzesi senza pilota.
Parrebbe che gli stessi fossero equipaggiati di chaff, contromisura EA passiva per confondere i radar massonici antiaerei posizionati in Via Trento.

Nella mattinata di oggi è anche avvenuto, in Sardegna, presumibilmente a Cagliari, l’incontro tra il Portavoce di Leo Taroni, Tenente Mario Martelli, e il Colonnello ginecologo Claudio Solinas. Impossibile per ora conoscere cosa si siano detti i due Ufficiali scozzesi.
Più sfumato appare, almeno per ora, il ruolo del notaio siciliano Silverio Magno, Alto Grado scozzese siciliano. Dopo l’assedio lealista alle sue trubbe alle Gole dell’Alcantara è pressoché sparito dai radar latomistici.

Una sfolgorante vittoria Scozzese, con la possibile presa del Vascello da parte del Generale Leo Taroni, potrebbe rimettere in gioco anche lui. Why not?