La condotta dei 554 cattivi compagni giustinianei contro il magistrato civile italiano provoca la chiamata in causa di Londra. Posta da Leo Taroni la “questione massonica”: adesso la Gran Loggia Unita d’Inghilterra è chiamata a pronunciarsi sul ritirio del riconoscimento al G.O.I. – Malumori intanto nelle Circoscrizioni: i 554 Maestri Venerabili hanno firmato il documento eversivo senza consultarsi con le loro Camere di Mezzo
In giacca, sotto la neve, al Valico della Futa: così la Massoneria italiana ricorderà Leo Taroni, il condottiero Scozzese che, nella tarda mattinata di oggi, ha finalmente posto la “questione massonica” della diserzione dei 554 cattivi compagni del G.O.I. nei confronti del Magistrato Civile italiano all’attenzione inglese. Un’immagine senz’altro epica, consona tuttavia alla levatura morale dell’Alto Graduato.

Bocche cucite sul contenuto della Lettera, ma da fonte attendibile abbiamo appreso che il destinatario è proprio il Gran Cancelliere inglese Paul Engeham, il quale adesso ha una bella gatta da pelare, soprattutto considerata la sua vicinanza personale a Stefano Bisi, il Gran Maestro in prorogatio che con il suo Decreto N. 1024/SB, di avvallo alla scellerata richiesta dei 554 cattivi compagni del G.O.I., ha formalmente aperto la strada alla perdita di regolarità dell’Osservanza massonica più importante e numerosa d’Italia.
Il Testo inglese
Le Costituzioni inglesi parlano chiaro, e gli Antichi doveri non ammettono eccezioni: “IL LIBERO MURATORE ACCETTA DI PRESTARE IL DOVUTO RISPETTO AL MAGISTRATO CIVILE”, proprio quello che non hanno fatto i 554 cattivi compagni del Grande Oriente d’Italia, che si sono posti in totale contrapposizione con l’ordinanza della Magistrata Civile dott.ssa Flora Mazzaro.
Il confronto tra il Decreto bisiano e la decisione della giudice della XVIa Sezione Civile del Tribunale di Roma, specializzata in Diritto Associativo, è impietoso e condanna il G.O.I. ad una irregolarità fattuale che non potrà non essere duramente sanzionata da Londra:



Le Costituzioni inglesi, infatti, sul punto sono molto chiare:
CONSTITUTIONS OF THE ANTIENT FRATERNITY OF FREE AND ACCEPTED MASONS UNDER THE UNITED GRAND LODGE OF ENGLAND containing the general charges laws and regulations etc., etc. published under the authority of the united grand lodge london freemasons’ hall GREAT QUEEN STREET, WC2B 5AZ 2025

Antient Charges and Regulations
to be read by the Secretary (or acting Secretary),
to the Master Elect, prior to his Installation into the Chair of a Lodge
1. You agree to be a good Man and true, and strictly to obey the moral law.
2. You are to be a peaceable Subject, and cheerfully to conform to the laws of the country in which you reside.
3. You promise not to be concerned in plots or Conspiracies against Government, but patiently to submit to the decisions of the Supreme Legislature.
4. You agree to pay a proper respect to the Civil Magistrate, to work diligently, live creditably, and act honourably by all Men.

Delle due dunque l’una: o è Massoneria quella italiana, dove il contrasto con il Magistrato civile viene posto a fondamento, addirittura, di nuove elezioni per la Gran Maestranza, o è Massoneria quella inglese, in cui: “You agree to pay a proper respect to the Civil Magistrate” (il massone “Accetti di prestare il dovuto rispetto al Magistrato Civile“).
Fabio Venzi
potrebbe aver partecipato alla redazione della missiva all’indirizzo del Gran Cancelliere Paul Engeham lo stesso Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia Fabio Venzi.

Se non altro per via della sua diretta conoscienza di Engeham e della sua risaputa padronanza della lingua inglese
Subbugli nelle Circoscrizioni
Notevoli malumori sono intanto segnalati nelle diverse Circoscrizioni del G.O.I., pare infatti che nessuno dei 554 cattivi compagni, di fatto Maestri Venerabili “primi tra pari” nelle loro Officine, si sia consultato, prima della firma del documento eversivo, con i “fratelli” Maestri delle loro rispettive Logge.

Addirittura, nemmeno con i loro parigrado ex-Maestri Venerabili. Esponendosi in tal modo anche al rischio della sollevazione, nei loro confronti, di ben motivate Tavole d’Accusa.

Anche questo Leo Taroni avrebbe manifestato a Paul Engeham, cioè il totale spregio della Camera di Mezzo palesato dai 554 cattivi compagni giustinianei.
«È ammissibile per la Massoneria inglese che la Camera di Terzo Grado sia così totalmente svuotata di ogni significato da risultarne violentata nelle sue stesse prerogative?», questa una delle domande che si vocifera sia stata posta da leo Taroni nella sua missiva segreta alla U.G.L.E.
La reazione del G.O.I.
Per ora nessuna reazione ufficiale a Villa del Vascello, ma è chiaro che la Lettera di leo Taroni agita i sonni del Gran Maestro in prorogatio Stefano Bisi e del suo delfino, il rossanese Antonio Seminario.

I ben informati ritengono che a giorni Stefano Bisi sarà convocato a Londra, dove, a Freemasons’ Hall, dovrà dare spiegazioni circa la scelleratissima richiesta a lui indirizzata dai 554 cattivi compagni del G.O.I. e sul suo ancor più scellerato Decreto di accoglimento della scelleratissima richiesta contro le decisioni della Magistrata Civile dott.ssa Flora Mazzaro.
Mentre scriviamo il Comandante Scozzese Leo Taroni riceve il tributo sui Canali Telegram, accusato fino ad oggi di essere “moscio”, il ravennate ha finalmente fatto vedere a tutti di che pasta è fatto. Una pasta dura e indigesta per tutti quelli che pensavano di alzare la voce per poi farla franca.