Dura contestazione Telegram per la seconda ordinanza della giudice Flora Mazzaro della XVI Sezione Civile del Tribunale di Roma, specializzata in Diritto d’Impresa e Associativo: “Che vada a consultarsi il Manuale operativo del Ministero degli Interni. Sostenere che un presidente di seggio possa annullare, per una sua distrazione, il voto di un elettore è fatto abominevole!”
Cari Fratelli di Voce di Hiram,
sto seguendo il dibattito sui talloncini antifrode e resto basito di come un semplice aspetto operativo totalmente gestibile sia diventato per la Massoneria italiana un incubo tecnico pare senza vie d’uscita, tra pronunce di giudici che non sanno quello che scrivono e commenti strampalati di chi non ha mai tenuto in mano una scheda elettorale, dall’altra parte del banco.
Vi scrivo, dunque, per farvi sapere cosa accade davvero nei seggi, con il famoso talloncino antifrode. Nei seggi veri, quelli con i Carabinieri e la Guardia di Finanza all’ingresso, non nei nostri massonici, “alla meno peggio”, in cui regna il caos più totale e tutto è in mano ai capibastone locali.
Sono un vero presidente di seggio da oltre vent’anni, e nel corso delle ultime consultazioni, intendendo con ultime quelle risalenti ad un periodo di circa dieci anni, è stata prevista, sul Manuale che ci viene consegnato ad ogni tornata elettorale dal Ministero degli Interni, la possibilità la scheda venga consegnata per errore, dal Presidente o vice-Presidente di seggio all’elettore, con il talloncino antifrode non staccato, e inserita così nell’urna elettorale.

Molti fratelli, e la giudice Flora Mazzaro del Tribunale di Roma, forse pensano allo scoppio di crisi simili a quella dei missili di Cuba o del golfo del Tonchino: nulla di tutto questo! Infatti, non succede propio nulla. Sapete perché? Sapete cosa dice il Ministero degli Interni?
Dice ai presidenti una cosa molto semplice: la scheda non si annulla!
Il Manualetto in questione si intitola sempre allo stesso modo: “Istruzioni per le operazioni degli Uffici elettorali di Sezione”. Vi trascrivo cosa afferma, così possiate riferirlo alla Mazzaro:
” … Inoltre, prima di completare lo scrutinio di tutte le schede contenute in ciascuna urna, prima per l’elezione del Senato e poi per l’elezione della Camera, cioè allorquando in ciascuna urna siano rimaste poche schede ancora da spogliare, il presidente verificherà che non ve ne siano alcune che rechino il tagliando antifrode. Tale tagliando, infatti, al momento della riconsegna delle schede da parte dell’elettore, e per motivi a quest’ultimo non imputabili, potrebbe non essere stato distaccato per errore o distrazione del presidente (o vicepresidente) del seggio. Il presidente, pertanto, senza aprire la scheda, provvederà a distaccarne il tagliando antifrode e a reinserirla nell’urna, dopodiché mescolerà le schede residue contenute nell’urna e procederà a completare le operazioni di scrutinio.”
A me lo dico sincero non è mai capitato, perché sto attento io e mi porto dietro lo stesso segretario da anni, che è mio cognato, così da stare sempre attenti in due, ma in altri seggi è accaduto, senza che nessuno si sia buttato dalla rupe, come stiamo facendo noi da due anni.
Quando ho letto le motivazioni, a mio avviso incongrue, dell’ordinanza della giudice Mazzaro ho pensato che ci trovassimo al Parco giochi, non certo di fronte ad una ordinanza emessa da un Tribunale. Perché sostenere, come dite anche voi nel vostro articolo, che un presidente di seggio possa annullare per una sua distrazione il voto di un elettore è fatto abominevole! E denota una totale ignoranza di cosa avviene davvero nei seggi della nostra Repubblica, in cui prima di annullare la scheda validamente votata da un elettore ci si pensa, tra presidente e rappresentanti di lista, almeno un miliardo di volte!
Spero di essere stato utile e nel caso la giudice Mazzaro mi leggesse, che vada a consultarsi il manualetto che ho citato, sarebbe cosa utile per Lei e per la Massoneria italiana.
Fratello Zabud
NOTA DI REDAZIONE
Carissimi Fratelli, abbiamo scovato una testimonianza, in rete, di un Presidente di Seggio sul sito dedicato alla memoria civile del magistrato Rosario Livatino, ucciso dalla Stidda nel 1990.
In questa testimonianza del Presidente di Seggio Francesco Camplani, di sicuro valore testimoniale per via del sito in cui appare, quanto dichiarato da Fratello Zabud parrebbe essere indicativo di una consuetudine tra Presidenti di Seggio (anche da egli applicata), e non si citano regole scritte.
Ne diamo informativa per rispetto nei vostri confronti e completezza di informazione.
Tanto riporteremo, adesso, anche nel nostro articolo sul Blog:
È pur da sottolineare, qua si fa riferimento ad uno strappo da effettuarsi dopo la votazione da parte dell’elettore, e non prima della consegna della scheda, come mel nostro caso..
Ad ogni modo, abbiamo trovato una importante testimonianza, sicuramente affidabile e “firmata”, della procedura descritta da Fratello Zabud quale Presidente di Seggio.