Alla fine è arrivato! E non si tratta – per Stefano Bisi – di un semplice cubetto di ghiaccio dentro un drink da gustarsi in Piazza del Campo a Siena, ma di una gelida palla di neve artica scaraventata direttamente sulla credibilità internazionale del Grande Oriente d’Italia. Così, mentre in america la reputazione del Gran Maestro in quota Bandecchi scende sotto lo zero termico, a Ravenna Leo Taroni attende che siano spazzate via, il prossimo 4 marzo, QUELLE CHE MOLTI osservatori definiscono “le corbellerie escogitate della fantomatica giudice Flora Mazzaro sul favor voti”
Se ci trovassimo alla fine degli anni ’50, in piena epoca d’oro di Hollywood, sicuramente la Metro-Goldwyn-Mayer non avrebbe dubbi a voler strappare Stephen Bisi dall’orbita dell’imprenditore italiano Stefano Bandecchi, così da regalarlo al cast di “Intrigo internazionale”, il capolavoro assoluto di Alfred Hitchcock, con buona pace di Cary Grant.
La trama sarebbe più o meno la stessa: un brillante giornalista di quartiere viene erroneamente identificato come Gran Maestro massone; la circostanza finisce per depistare la Gran Loggia Unita d’Inghilterra in una scellerata operazione di sputtanamento internazionale. Questo equivoco trascina tutti in una spirale di eventi pericolosi e rocamboleschi…

IL DOCUMENTO
Il Documento, redatto dal Gran Maestro della Grand Lodge of Alaska Michael Hoskin, è l’Ottavo rapporto della Commissione per le Relazioni fraterne preparato per la Conferenza dei Gran Maestri delle Gran Logge Americane, e non lascia spazio a dubbi interpretativi. Noi di Liberomuratore.com lo abbiamo ricevuto nella sua versione integrale direttamente da Anchorage. Esso costituisce una condanna durissima e senza appello per i vertici della Massoneria giustinianea italiana. Ne estrapoliamo un passaggio particoplarmente saliente:
Report 8
Subject: 8th Report of the Fraternal Relations Committee – February 5, 2026
The Grand Orient of Italy and the Regular Grand Lodge of Italy
The architecture of modern Freemasonry is built upon the foundation of regularity. This concept is not a mere bureaucratic label, but the vital thread that connects every brother to the ancient traditions of the Craft. For a grand lodge to be recognized and held in amity, it must demonstrate an unwavering commitment to the Landmarks, customs, and usages of the Order.
When a sovereign body deviates from these principles, it is the solemn duty of the international Masonic community to act. Today, the evidence necessitates a significant shift: the suspension of recognition for the Grand Orient of Italy (Grand Oriente d’Italia, or GOI) and the formal extension of recognition to the Regular Grand Lodge of Italy (Gran Loggia Regolare d’Italia, or GLRI).
The RGLI was designed to be small, elite, and hyper-transparent to avoid the issues that had plagued the GOI. This led to a swift and historic reaction from London:
1. Withdrawal of GOI Recognition: In June 1993, UGLE formally withdrew recognition from the GOI, citing its failure to satisfy the Basic Principles of Regularity, particularly regarding its independence from political and criminal controversy.
2. Recognition of RGLI: By December 1993, the UGLE recognized the RGLI as the only regular Masonic body in Italy — a status the RGLI held exclusively for over 30 years.
3. It is important to note that in March 2023, the UGLE made a controversial decision to restore recognition to the GOI while also maintaining recognition of the RGLI, under the pretense that both grand lodges agreed to share territory. However, when the Commission on Information for Recognition of the Conference of Grand Masters of Masons in North America made their initial report in 2025, GOI responded with a strongly worded letter stating the “wish to emphasize that the GOI HAS NEVER expressed consent to allow the North American Grand Lodges (nor other regular Grand Lodges) to recognize both the GOI and the GLRI.” It is evident that GOI knowingly deceived the UGLE and GLRI with the farce of shared jurisdiction in order to have recognition restored with the UGLE.
Questa la versione tradotta in italiano:
Rapporto 8
Oggetto: Ottavo Rapporto del Comitato per le Relazioni Fraterne – 5 febbraio 2026
Il Grande Oriente d’Italia e la Gran Loggia Regolare d’Italia
L’architettura della Massoneria moderna si fonda sul principio di regolarità. Questo concetto non è una mera etichetta burocratica, ma il filo conduttore che collega ogni fratello alle antiche tradizioni dell’Ordine. Affinché una Gran Loggia sia riconosciuta e mantenuta in un clima di amicizia, deve dimostrare un incrollabile impegno nei confronti dei Landmarks, delle usanze e degli usi dell’Ordine.
Quando un organismo sovrano si discosta da questi principi, è solenne dovere della comunità massonica internazionale intervenire. Oggi, le prove richiedono un cambiamento significativo: la sospensione del riconoscimento del Grande Oriente d’Italia (GOI) e l’estensione formale del riconoscimento alla Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI).
La GLRI fu concepita per essere piccola, elitaria e iper-trasparente per evitare i problemi che avevano afflitto il GOI. Ciò portò a una rapida e storica reazione da parte di Londra:
1. Ritiro del riconoscimento del GOI: nel giugno 1993, l’UGLE ritirò formalmente il riconoscimento al GOI, citando la sua incapacità di soddisfare i Principi Fondamentali di Regolarità, in particolare per quanto riguarda la sua indipendenza da controversie politiche e penali.
2. Riconoscimento della GLRI: nel dicembre 1993, l’UGLE riconobbe la GLRI come unica associazione massonica regolare in Italia, uno status che la GLRI detenne in via esclusiva per oltre 30 anni.
3. È importante notare che nel marzo 2023, l’UGLE prese la controversa decisione di ripristinare il riconoscimento del GOI, mantenendo al contempo il riconoscimento della GLRI, con il pretesto che entrambe le Gran Logge avessero concordato di condividere il territorio. Tuttavia, quando la Commissione per l’Informazione sul Riconoscimento della Conferenza dei Gran Maestri Massoni del Nord America presentò il suo rapporto iniziale nel 2025, il GOI rispose con una lettera dai toni forti, affermando di “voler sottolineare che il GOI NON HA MAI espresso il consenso a consentire alle Gran Logge nordamericane (né ad altre Gran Logge regolari) di riconoscere sia il GOI che la GLRI”. È evidente che il GOI ha consapevolmente ingannato l’UGLE e la GLRI con la farsa della giurisdizione condivisa, al fine di ottenere il ripristino del riconoscimento da parte dell’UGLE.
LA POSIZIONE DEL GRAN MAESTRO DELL’ALASKA
La Gran Loggia dell’Alaska, attraverso il suo Gran Maestro Michael Hoskin, è la prima Gran Loggia americana a prendere atto di quanto denunciato in Italia da varie inchieste giornalistiche, tutte partite dalla prima coraggiosa denuncia della piattaforma sarda “Giornalia”, che già nel giugno 2024 aveva svelato un documento interno al G.O.I. che certificava le fandonie raccontate a più riprese da parte di Stefano Bisi a ben due Gran Cancellieri inglesi, i signori Derek Dinsmore e Paul Engeham.
“Giornalia” aveva portato alla luce un pasticcio massonico dalle proporzioni bibliche, che raccontava dei salti mortali carpiati all’indietro delle varie Giunte del G.O.I. a guida Bisi, finalizzati a confondere la U.G.L.E. circa i requisiti richiesti per il riottenimento del riconoscimento. Ma non solo: anche dell’estromissione della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia da rilevanti decisioni sopra lo Statuto costitutivo dell’Ordine, e più in generale una pervicace volontà di mentire non solo all’Inghilterra e ai propri Maestri Venerabili, ma pure al consesso massonico internazionale.
Il tutto escogitato per dissimulare la disomogeneità tra le reali condizioni esistenti in Italia nel rapporto tra G.O.I. e G.L.R.I. e quelle richieste per il via libera al nuovo riconoscimento targato Freemasons’ Hall, 60 Great Queen St.
La Grand Lodge of Alaska è l’autorità massonica riconosciuta che sovrintende alle logge del suo territorio. Fondata ufficialmente nel 1981, è una delle Gran Logge più giovani degli Stati Uniti. Prima della sua costituzione, le logge presenti in Alaska dipendevano dalla Gran Loggia dello Stato di Washington.
Oggi la Grand Lodge of Alaska coordina decine di logge distribuite su un territorio vastissimo e spesso difficile da raggiungere. Proprio per questo motivo, la Massoneria in Alaska ha sviluppato caratteristiche organizzative uniche rispetto ad altre realtà.
Il suo Gran Maestro, redattore del Documento, è ora chiamato ad ufficializzare il disconoscimento, o al minimo la sospensione del riconoscimento, nei confronti del Grande Oriente d’Italia, ufficializzazione che ancora non è avvenuta e non se ne comprende appieno il motivo.
Stesso discorso vale per la Conferenza dei Gran Maestri delle Gran Logge Americane, chiamata a dare costrutto a quanto “disegnato” architettonicamente.
Se tutto dovesse andare come previsto, nei prossimi tempi le Gran Logge americane, dando seguito alla raccomandazione, chiuderanno la porta in faccia al Grande Oriente d’Italia divenuto definitivamente “bandecchiano”.
LEO TARONI
Convitato di pietra in questo marasma internazionale è il ravennate Leo Taroni, che da anni denuncia il crollo di credibilità del Grande Oriente d’Italia.

Taroni è in attesa di conoscere le decisioni del giudice collegiale in tema di “favor voti“. Il 4 marzo prossimo potrebbe essere la data della svolta.
In caso di rigetto di quelle che molti osservatori definiscono “le corbellerie escogitate della fantomatica giudice Flora Mazzaro sul favor voti“, l’ex Sovrano Scozzese potrebbe riaprire la partita più importante: quella sulla Gran Maestranza del Grande Oriente d’Italia.