Nessuno sblocco della situazione, da Villa del Vascello, neppure dopo il nostro intervento tramite l’Appello pubblico al Gran Maestro Seminario. Si va verso la richiesta tramite il Magistrato
Ancora nulla. L’avvocato Lorenzo Borrè ha tenuto aperta la pec per tutta la giornata di oggi, controllandola con dovizioso cipiglio ogni pochi minuti, ma la tanto attesa e-mail con i verbali e le delibere della kermesse riminese, tra l’altro già preparati da settimane dall’avvocato Raffaele D’Ottavio, non è arrivata.
E eccoci, quindi, a rendere noto a tutti i lettori il sostanziale rifiuto del G.O.I. a rilasciare documenti che, in teoria, se fossimo in Italia e non in “Massonia”, dovrebbero essere pienamente accessibili per qualunque associato. Se non fosse che i vertici temono il loro rilascio più della peste…

Lorenzo Borrè ce lo ha confermato in serata: “Ne ero sicuro, anche se la speranza è sempre l’ultima a morire. Comunque non fa nulla, avvierò la richiesta al giudice per ottenere l’ennesimo decreto ingiuntivo, poi sarà affare degli ufficiali giudiziari, che oramai conoscono molto bene l’indirizzo di via di San Pancrazio…”.
Purtroppo, la procedura avrà bisogno dei suoi tempi, come conferma Borrè: “Ci vorranno mesi, come sempre. L’ultima volta (per la Gran Loggia 2025), Leo li chiese ufficialmente il 15 aprile e, solo a seguito di un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale, e della conseguente esecuzione forzata, il G.O.I. li consegnò nella tarda serata di venerdì 26 settembre 2025 (tant’è che potemmo impugnare il verbale assembleare solo il seguente 7 ottobre). Ad occhio e croce (se anche stavolta i tempi saranno, più o meno, quelli) otterremo i documenti tra 4 mesi, cioè dopo le elezioni del 31 maggio 2026“.

Insomma, più o meno in concomitanza con la Gran Loggia Straordinaria del 19 settembre 2026.
Ormai è chiaro a tutti che gli attuali vertici del Grande Oriente hanno intenzione di restare attaccati allo Scranno e al Tesoro “nelle more” della Giustizia italiana.
Una strategia lecita, ma discutibile sotto il profilo giuridico e soprattutto in ambito massonico, dove dovrebbero regnare il rispetto delle regole, l’ossequio verso il Magistrato civile, e la rispondenza ai “buoni costumi”. Quegli stessi, però, che sono stati perduti da un pezzo.