Ancora polemiche nel Grande Oriente d’Italia. Il Responsabile Legale Fabio Federico, ricordando Omero, dà del Procio a Leo Taroni, che replica immediatamente: “Non ti permetto di porre in dubbio la mia scozzesità!”. Poi Antonio Seminario cita Joyce
Durissimo il botta e risposta nel mondo latomistico nazionale. Coinvolti il Responsabile del Dipartimento Legale del G.O.I. Fabio Federico e il Comandante delle Forze massoniche rimaste, lo Scozzese Leo Taroni.
Il primo, citando forse troppo incautamente l’episodio omerico dei Proci, i pretendenti arroganti e parassiti di Penelope nell’Odissea, accomunati dal Legale ai nobili scozzesi che da qualche giorno stazionano oltre Ponte Milvio con la speranza di usurpare il trono del Gran Maestro proclamato Antonio Seminario, dà direttamente del “Procio” a Leo Taroni, Comandante Supremo delle truppe delle Highlands basso-padane.
Ma Leo Taroni, a sentirsi dare del “Procio” da Fabio Federico non ci sta! La replica è sottile e piccante quanto immediata: “Non ti permetto di porre in dubbio la mia scozzesità; Proci sarete voi!“, alludendo al fatto che i veri usurpatori del Grande Oriente d’Italia sarebbero in realtà i seguaci del Generale lealista e Gran Maestro Antonio Seminario

L’intervento del Gran Maestro aggiunto
A chiusura della Polemica arriva, dopo qualche ora, direttamente dalla Calabria, una secca Nota di Antonio Seminario indirizzata direttamente ai Fratelli:

“Carissimi Fratelli, nella giornata di ieri la polemica all’interno del GOI si è spostata sui proci. Ma sappiamo davvero chi sono i proci?
Nella tradizione omerica essi sono i pretendenti di Penelope, che si fanno sotto con lei per spodestare il marito Ulisse, re di Itaca, che manca senza averne colpa dalla sua isola e dal suo regno da vent’anni.
Anche nel GOI, oggi, un Gran Maestro legittimo manca da due anni: legittimamente eletto e proclamato secondo le nostre regole, dal Comitato Elettorale Nazionale.
Ieri ho ripensato all’Ulisse di James Joyce, romanzo che lessi e apprezzai da ragazzo. Lì i proci dell’Odissea omerica sono ripresi in chiave modernizzata e simbolica, rappresentando una classe dirigente famelica (i “cani”), ansiosa di dilapidare i beni di Ulisse (il protagonista Leopold Bloom), insidiandogli la famiglia (Penelope e il Telemaco/Dedalus).
Come i nostri odierni proci del GOI, essi incarnano la decadenza morale, l’avidità e l’ipocrisia di chi rompe le nostre solenni promesse.“
Ancora Anastasi
A margine della polemica da più Orienti si è levata, ancora una volta, la richiesta al giornalista del Quotidiano del Sud Antonio Anastasi di contattare il candidato Grande Oratore, oggi espulso, Silverio Magno, per intervistarlo sulla svolta legalitaria del suo ex-nemico Antonio Seminario.

Nella mente di coloro che avanzano tale richiesta v’è certamente la speranza che il notaio Silverio Magno, autore di una recente denuncia penale nei confronti di alcuni massoni del G.O.I., responsabili a suo dire di stalking nei suoi confronti, possa rivedere le sue posizioni e accettare una ricomposizione sulla base di un’idea finalmente condivisa della Legalità.