Stefano Bisi Gran Maestro del G.O.I. alla C.O.G.M.N.A. (Lettera del 25.02.2025): “The G.O.I. has never expressed consent to allow North American Grand Lodges or other regular Grand Lodges to recognize both the G.O.I. and the G.L.R.I.” – Paul Engeham Gran Cancelliere U.G.L.E. al Gran Maestro della G.L.R.I. Fabio Venzi (Lettera del 10.02.2023): “In its request for recognition, the G.O.I. has indicated that it will accept the U.G.L.E.’s continued recognition of the G.L.R.I.”, sta qua l’imputazione di “slealtà massonica” che gli americani imputano al Grande Oriente d’Italia
“Voglio una vita, maleducata
Di quelle vite fatte, fatte così…
Voglio una vita, che se ne frega
Che se ne frega di tutto, sììì!!!”

Se il noto presentatore Carlo Conti invitasse il Gran Maestro del G.O.I. Stefano Bisi ad esibirsi al prossimo Festival di Sanremo, non ci sarebbero dubbi circa la cover che deciderebbe di interpretare, magari con Tonino Seminario alla Batteria, per dare ancora più risalto alla sezione ritmica: l’immortale “Vita spericolata” del Vasco nazionale.

La storia che vi stiamo per raccontare, infatti, dice tanto della cultura italiana, e parla in fondo il linguaggio della strada (nella sua accezione sociologica), quello dei moderni “guappi” come categoria di individui che si distinguono per le loro doti da bulli, e per quel loro modo naturale di prendersi gioco degli altri.
Dall’inizio… cioè dal ’93

Dunque, iniziamo: Il 6 giugno 2024 viene pubblicato, in esclusiva per la testata sarda di giornalismo partecipativo “Giornalia”, un documento scottante. La mano che lo indirizza alla pubblica opinione lo accompagna con un “pizzino”: «È la prova documentale, finora inedita, che Stefano Bisi e l’attuale Gran Maestro Antonio Seminario (all’epoca Primo Gran Sorvegliante) sul riconoscimento inglese non hanno detto la verità, ed è anche la prova di come ogni loro decisione sia stata presa usurpando le competenze legittime della Gran Loggia del G.O.I.».
Il documento, risalente al dicembre 2015, era stato redatto all’indirizzo di Derek Dinsmore, a quel tempo Gran Cancelliere della Gran Loggia Unita d’Inghilterra.
L’affare appare subito spinoso, perché fin il testo è in contrasto con tutte le successive uscite pubbliche del Gran Maestro Stefano Bisi, che al contrario di quanto dichiarato sono sempre state improntate ad attribuire un deciso disvalore iniziatico alla G.L.R.I., e soprattutto ai cosiddetti “Fuoriusciti del ’93“. Oltreché, naturalmente, a colui che allora guidò quei Fratelli, cioè il prof. Giuliano Di Bernardo, definito da Bisi, addirittura nel Tempio della Sovereign Grand Lodge of Malta, un “Traditore”.
Che ci sia sempre stato, dunque, un doppio registro? Questa la domanda – molto pertinente – che sorge dall’attenta lettura di quanto espresso dalla Giunta del G.O.I. fin dal 7 febbraio 2015. Un registro buono per infiammare i cuori del popolino grembiulato, e quello – di tutt’altro tenore – adatto ai rapporti con la U.G.L.E., tutto inteso a far superare al Duca di Kent ogni possibile riserva volta ad ostacolare quel “riconoscomento” arrivato a marzo 2023 e atteso per trent’anni.
Un riconoscimento per il quale, evidentemente, sembrava valer la pena anche dichiarare di condividere il territorio nazionale con la Gran Loggia Regolare d’Italia, in barba a qualsiasi pronuncia dei Maestri Venerabili in Gran Loggia, organo legislativo del Grande Oriente d’Italia, sì… insomma… purchè sia!
“Purché sia”… un corno!
“Purché sia”… un corno! Infatti, è subito tanto il clamore che quella pubblicazione, a firma del Gran Segretario sardo Michele Pietrangeli, suscita sui social; e nelle chat massoniche sono in tanti i “fratelli” che agitano le ipotesi della “Tavola d’accusa per “Alto Tradimento” ai danni di Pietrangeli e Bisi, loro insieme a tutti i componenti della Giunta di allora (fatto salvo il prof. Claudio Bonvecchio, per il suo nuovo status favorevole di “dissociato”). Se infatti il documento appare chiaro, non lo è per niente se rapportato alla Costituzione del Grande Oriente d’Italia.
Cosa dice la Costituzione del GOI?
Il tenore letterale dell’art. 2 della Costituzione del Grande Oriente d’Italia è, in tema di rapporti con le altre Potenze massoniche nazionali, inequivocabile: «Il GOI (…) rappresenta la sola fonte legittima di autorità massonica nel territorio italiano e nei confronti delle Comunioni massoniche estere». Questo assunto comporta un corollario a sua volta indubitabile: l’autodeterminazione costituzionale del GOI colloca l’Obbedienza in un alveo di esclusività territoriale assoluta sul suolo italiano.
Ne consegue che l’attuale impianto strutturale e valoriale della Costituzione del Grande Oriente d’Italia non consente allo stesso di riconoscere Potenze massoniche concorrenti sul piano nazionale, e non consentirebbe neppure l’annullamento di tale principio per una supposta “proprietà transattiva”: cioè per mezzo di riconoscimenti incrociati di un’altra “fonte legittima”, che nel caso di specie sarebbe la potentissima United Grand Lodge of England.

Non solo. Sempre l’art. 2 della Costituzione del G.O.I. più avanti afferma che il principio di esclusività territoriale opera “reciprocamente” nel campo dei rapporti internazionali, nel senso che per le Obbedienze estere il Grande Oriente d’Italia deve essere ritenuto la sola fonte legittima di autorità massonica nel territorio italiano. Con l’evidente conseguenza, anche qua, che nel caso in cui un’Obbedienza estera non ottemperi tale principio il G.O.I. non può intrattenere con essa alcun rapporto, né tantomeno cedere a reciproco riconoscimento.
Questa, insomma, la fredda rappresentazione del quadro normativo.
Cosa è successo a inizio 2023?
Dai documenti ufficiali formati dalla U.G.L.E. a inizio 2023, cioè quello datato 20 febbraio e quello rubricato 8 marzo (nel loro combinato disposto), emerge tuttavia un quadro che mal si concilia con il portato normativo evidenziato in precedenza. Ciò perché, da un lato, la U.G.L.E. ha ripristinato il riconoscimento al G.O.I. (che era stato ritirato nel 1993, in concomitanza con l'”Inchiesta Cordova”) in aggiunta – e non in sostituzione – di quello già operante in Italia per la G.L.R.I., dall’altro lato perché gli inglesi hanno imposto, motu proprio, la pesante condizione che tale riconoscimento sia subordinato al “consenso di tutte le Gran Logge riconosciute presenti”. Ed è appunto in questo scenario impositivo che si inserisce il documento del 2015 a firma Pietrangeli.
In esso è acclarato, formalmente, l’effetto verificatosi quasi otto anni più tardi, cioè l’inoppugnabile circostanza che dal giorno 8 marzo 2023, in Italia, per la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, operano due Obbedienze massoniche, entrambe riconosciute come tali: il Grande Oriente d’Italia e la Gran Loggia Regolare d’italia, che non ostano a che la U.G.L.E. le riconosca entrambe.
Dove sta il problema, e poi… dove casca l’asino
Intanto il problema: l’imposta “coabitazione” di G.O.I. e G.L.R.I. è stata decretata (quasi che la UGLE sia sovrana nei rapporti tra due Obbedienze italiane) senza che vi sia mai stata una consultazione promossa nei confronti dei Maestri Venerabili e dei “fratelli” affiliati tanto all’una quanto all’altra Potenza massonica nazionale, con il risultato che dall’8 marzo 2023 il territorio italiano è divenuto di fatto un “condominio”, in violazione, per quanto riguarda il Grande Oriente d’Italia, del portato dell’art. 2 della propria Costituzione, in aperto contrasto con il principio di sovranità e di esclusività territoriale.

Cosa hanno dichiarato Bisi e Venzi?
Partiamo da Venzi: il Gran Maestro della “Regolare” si trova, il 10 febbraio del 2023 di fronte all’out out del Gran Cancelliere inglese Paul Engeham: “Dear Brother Grand Master, I write in confidence to give you advance notice that my Board of General Purposes is minded to recommend to Grand Lodge that the UGLE should restore recognition to the Grand Orient of Italy (GOI). … I must ask you please to send your reply to this letter so that it is received here by the end of daily business on Monday 20th February and can thus be taken into account in my Board’s report and recommendation to Grand Lodge. If we have not heard from you by that date, we shall assume your consent. Yours sincerely and fraternally“. Il linguaggio e il modo sono quelli cui gli inglesi sono avvezzi da sempre, e l’Italia massonica per Engeham è niente di più che una delle tante colonie. Cosa risponde la G.L.R.I.? “Dear Grand Chancellor, with reference to your letter of February 10 to the Grand Master Fabio
Venzi, I inform you that the Board of General Purpose of the RGLI which met on 17 February last has on matter no objection. In these 30 years we have proudly represented English Freemasonry in Italy in the most orthodox regularity, we will continue in the future to do so, happy to maintain fraternal and friendly relations
with UGLE“. Engehamsi ritrova, in pratica, ad essere “mandato a quel paese”, molto elegantemente. Risultato: la Gran Loggia Regolare d’Italia non riconosce nessun tipo di condominio territoriale con il G.O.I., ma non può opporsi alla decisione inglese. Di più, quando dall’Inghilterra viene chiesta una sottomissione più stringente ai patti tra Engeham e Bisi, Fabio Venzi resiste, dicendo di essere disponibile a portare la questione dell’esclusiva territoriale alla sua Gran Loggia, ma solo e soltanto in contemporanea concomitanza ad una pari determinazione del G.O.I.

Veniamo ora a Bisi: il senese, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, invece ondeggia in maniera spericolata tra posizioni incompatibili. Al Gran Cancelliere Inglese fa infatti intendere, a partire dal documento del 4 dicembre 2015, che: “Nulla osta alla condivisione del territorio con la G.L.R.I.“, mentre… qualcosa “osta” eccome! La Costituzione del Grande Oriente d’Italia:
Art. 2 – La Comunione Massonica del Grande Oriente d’Italia (G.O.I.)
Il Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani – … rappresenta la sola fonte legittima di autorità massonica nel territorio italiano e nei confronti delle Comunioni Massoniche Estere.

Tutto questo mentre a Malta, di fronte ad un altro “spericolato” del suo calibro, il Gran Maestro della SGLoM Simon Cusens, se la prende – però a riconoscimento inglese già avvenuto – con il fondatore stesso della G.L.R.I. Giuliano Di Bernardo, definendolo in modo molto poco massonico “Traditore”; poi, non contento, come attesta lo stesso Fabio Venzi rispondendo al Direttore editoriale di Giornalia Andrea Pirastu, nel giugno 2024: “Ci definisce, ovviamente in senso spregiativo, la ‘cosiddetta Gran Loggia Regolare d’Italia’, con la quale però all’epoca del documento di Pietrangeli era ansioso di condividere il territorio nazionale”. Venzi poi conclude: “In questa, e in altre vicende, il tempo sarà galantuomo“.

25 febbraio 2025, la giostra americana…
Ma è il 25 febbaio del 2025 che Stefano Bisi dà il meglio di sè…
“Voglio una vita, spericolata
Voglio una vita come quelle dei film
Voglio una vita, esagerata
Voglio una vita come Steve McQueen
Voglio una vita, che non è mai tardi
Di quelle che non dormi mai
Voglio una vita, la voglio piena di guai, eh!”
e per lui i guai arriveranno! Eccome!

Sono infatti passati quasi due anni dal nuovo riconoscimento inglese, e la Conference of Grand Masters of Masons in North America, sulla base di quanto attestato dalla U.G.L.E., crede che il problema territoriale in Italia sia definitivamente risolto.
Certo, il G.O.I. e la G.L.R.I. non si riconoscono ancora… ma con tutta evidenza acconsentono entrambe alla reciproca presenza nello stesso territorio nazionale… d’altronde il G.O.I. ha dato garanzia alla U.G.L.E. “che accetterà che la U.G.L.E. continui a riconoscere la G.L.R.I.” (“In its request for recognition, the G.O.I. has indicated that it will accept the U.G.L.E.’s continued recognition of the G.L.R.I.“, scrive Paul Engeham a Fabio Venzi); e ha anche affermato, fin dal 4 dicembre del 2015, che: “In considerazione di quanto già espresso con la delibera di Giunta del 7.02.2015, ribadisce che nulla osta alla condivisione del territorio con la G.L.R.I.”
La C.O.G.M.N.A., quindi, dicevamo, a febbraio 2025 comunica al Grande Oriente d’Italia il desiderio di voler consigliare alle Gran Logge statunitensi di riconoscere, in Italia, oltre al G.O.I., anche la Gran Loggia Regolare d’Italia di Fabio Venzi; questo nel quadro del mutato contesto massonico che si è creato con il riannodarsi dei fili tra G.O.I. ed U.G.L.E.
Una codizione che – ritengono gli americani – ha implicitamente avvicinato anche G.O.I. e G.L.R.I., perlomeno quanto a cordiali rapporti di buon condominio…
Niente di più falso! Con una Lettera del 25.02.2025 indirizzata dal Gran Maestro Stefano Bisi ai colleghi Nordamericani egli, infatti, precisa che non solo non esiste “condominio” tra G.O.I. e G.L.R.I., ma che: “The G.O.I. has never expressed consent to allow North American Grand Lodges or other regular Grand Lodges to recognize both the G.O.I. and the G.L.R.I.“!
Risposta che fa trasecolare il Gran Segretario della C.O.G.M.N.A. Gleen Cook, il quale invece è perfettamente a conoscenza della Lettera datata 10 febbraio 2023 in cui il Gran Cancelliere Paul Engeham dichiara espressamente al Gran Maestro Fabio Venzi che: “In its request for recognition, the GOI has indicated that it will accept the UGLE’s continued recognition of the GLRI“.
“But how?” – esclama il PGM della Gran Loggia dello Utah –, “Ma come?“…

Come fa Stefano Bisi ad aver dichiarato a Londra che “autorizza” la U.G.L.E. a continuare a riconoscere la G.L.R.I. sul territorio italiano, e poi a dichiarare alla C.O.G.M.N.A. che non ha mai autorizzato “Gran Logge regolari a riconoscere sia il G.O.I. che la G.L.R.I.” (“The G.O.I. has never expressed consent to allow North American Grand Lodges or other regular Grand Lodges to recognize both the G.O.I. and the G.L.R.I.“)?
Forse Stefano Bisi ritiene che la United Grand Lodge of England non sia una Gran Loggia Regolare? Forse… o forse chissà… In fondo – avrà pensato Gleen Cook – sotto il Capannone del Circo tutto è possibile!
Ben altro stile aveva adottato il Gran Maestro Fabio Venzi quando le Gran Logge di Turchia, Malta e Isralele gli avevano chiesto, gentilmente, se nulla avesse ostato, per la G.L.R.I., a riconoscere in Italia anche il G.O.I.
La risposta arrivò sempre gentile: “Nulla osta al vostro riconoscimento”. Sempre in attesa che il G.O.I. desse un segnale concreto anche per la risoluzione della questione territoriale…
La slealtà di Stefano Bisi
Abbiamo spiegato per intero le ragioni che oggi screditano il G.O.I. di fronte alla Massoneria americana, che tra qualche giorno, in assise, prenderà atto di tutto questo. E, beninteso, non è che lancerà una bomba all’idrogeno su Villa del Vascello, ma segnerà in blu, sul taccuino dei rapporti massonici internazionali e con un pesante giudizio morale, la condotta dei nostri attuali vertici.
Poi noi, giù, giù, giù, nella remota provincia dell’Impero, potremo continuare a scoreggiare a tavola e brindare a rutti.