Con una risposta che fa già discutere, Notizie massoniche italiane fissa i termini delle questioni sorte intorno alla nuova figura di Antonio Seminario, ricandidato alla Gran Maestranza del GOI: «È colui che ha vissuto e impersona il dramma del perfezionamento della materia». Ma i detrattori partono all’attacco e Negano la validità del processo alchemico
DI SEGUITO QUANTO PUBBLICATO DA NOTIZIE MASSONICHE ITALIANE
La Profezia su Seminario – Facciamo chiarezza
Carissimi Fratelli,
ieri abbiamo ricevuto la mail di un Fratello che ci chiedeva notizie circa la leggenda della Profezia sul Gran Maestro Antonio Seminario. Rispondiamo e puntualizziamo.
1) Innanzitutto, la Profezia sul “Gran Maestro del Destino” non ha un “testo” di riferimento, ma è frutto di una Tradizione orale che è sempre stata tramandata con il sistema bocca-orecchio tra i Maestri Venerabili del Grande Oriente d’Italia. Tale metodo di trasferimento sapienziale si è con il tempo esteso a pratiche più estensive come la narrazione nei cenacoli, il canto, a volte persino l’improvvisazione, passando di generazione in generazione per naturale trasmissione con l’ascolto e la memorizzazione;

2) Il Lisan Al-Gaib è propriamente il soggetto/oggetto della Tradizione di cui sopra. Colui che, letteralmente, venuto da un mondo ultraneo (o “esterno”), è capace di parlare con voce nuova il linguaggio di coloro ai quali parla;
3) La spiegazione della attribuzione di questa definizione ad Antonio Seminario è semplice: per la prima volta nella storia del GOI (tolto forse il troppo breve periodo del prof. Giuliano Di Bernardo) un Gran Maestro ha inteso parlare di Etica, della possibilità di una morale pratica, di interpretazioni regolamentari in senso legalitario, e lo ha fatto utilizzando lo strumentario filosofico e iniziatico della Tradizione libero-muratoria, declinato però in argomentazioni, intuizioni teoriche e testimonianze del tutto nuove e personali;
4) Per quanto attiene il “Kwisatz Haderach“, invece, noi di Notizie massoniche italiane non abbiamo mai attribuito al Gran Maestro Antonio Seminario tale appellativo.
La confusione potrebbe essersi ingenerata perché in addentellati spuri alla Profezia le due definizioni a volte si sovrappongono.
È comunque possibile che oggi Antonio Seminario abbia maturato il dono della preveggenza, ma su questo punto – ovviamente – vogliamo andar cauti, anche per non ingenerare forme di idolatria completamente estranee al culto seminariano.
Da ultimo, ci si chiede circa il contenuto stesso della Profezia, che non è affatto avvolto da quel velo di mistero che gli si imputa.
Il “Gran Maestro del Destino” non è altro che il “re caduto” della Grande Tradizione esoterico-misterica. Cioè Colui che ha vissuto e impersona il dramma del perfezionamento della materia, che si deve prima “sciogliere” (distruggere, deperire) prima di poter essere “ri-coagulata” in una forma superiore, più perfetta.
Il “re” Seminario si è impossessato del primo Supremo Maglietto attraverso l’imbroglio bisiano dei “talloncini”, nella sua forma imperfetta immobiliarista e negazionista. Dopodiché il discredito di tale azione e le sue conseguenze giudiziarie (la revoca della Gran Maestranza) lo hanno riportato al rango di prima materia, depurandolo di ogni orpello acquisito con l’inganno. Da questo evento ontologicanente catastrofico la trasformazione per sublimazione. Il Gran Maestro è quindi tornato, depurato delle scorie che ne hanno decretato la Nigredo, con interventi pubblici tali da palesarne la rinascita spirituale.
Antonio Seminario è quindi il Mahdi, capace oggi di fare del Grande Oriente d’Italia la sua pietra filosofale. Questo risultato ci restituirà la credibilità pubblica, getterà le basi della nuova Massoneria italiana e sarà sul piano iniziatico la realizzazione della Grande Opera.
Con la speranza di esser stati sufficientemente esaustivi,
Notizie massoniche italiane