AD UNA SETTIMANA DAL VOTO IL FUTURO GRAN MAESTRO INTERPRETA ALCHEMICAMENTE IL PENOSO TRAVAGLIO DELL’ORDINE E LO TRASFORMA IN FULGIDA LEZIONE INIZIATICA
Caro Fratello,
poche parole, le mie, per esortarti ad un’ansante e gioiosa rincorsa: quella verso il traguardo del Iº di Febbraio.
La settimana che ti aspetta rappresenta, allegoricamente, la “cauda pavonis” alchemica, cioè quella fase del Magnum opus caratterizzata dalla comparsa di molteplici colori iridescenti nella materia, presagio inequivocabile del passaggio dalla fase di albedo alla fase finale delle operazioni.
Molti di noi hanno sofferto nel corso di quest’ultimo anno e mezzo, e nel corso di questa “nostra” albedo giudiziaria, ma da iniziati sappiamo che la chiarificazione e la purificazione necessarie all’emersione della Luce non possono avvenire senza la sottrazione di notevoli energie al corpo fisico, e senza un’azione decisa sulla volontà individuale che si manifesta nell’Ego.
Questo significa “lavare le impurità“!
La Giustizia italiana, attraverso la sua statica e ponderata saggezza, è stata il mezzo astrale – o Kāmaloka – attraverso il quale la giudice Flora Mazzaro – Sapiente sacerdotessa governatrice della casa di Ariete – ha potuto operare la sintesi superiore.
Nella stasi apparente dell’Ampolla giudiziaria – che è stata per me anche Athanor interiore – si è infine prodotta la scintilla della trasmutazione. Trasmutazione delle coscienze e dei cuori.
Una scintilla che, da manifestazione del potenziale trasformativo, in quest’ultima settimana si trasformerà, con la sua rapida successione delle variazioni cromatiche, in un nuovo universo in miniatura: nel nuovo Grande Oriente d’Italia.
E il Iº di Febbraio sarà decretato il successo dell’operazione finale.
Caro Fratello, per tutto questo che ti ho appena riferito, ti esorto: Noli foras ire, redi in te ipsum, rectificando invenies occultum lapidem!
Con affetto fraterno,
Antonio Seminario