Con il Decreto N. 1024 SB Stefano Bisi indice la Gran Loggia Straordinaria per annullare le elezioni del 2024 e indire le nuove ex artt. 108 e ss. del Regolamento del G.O.I., contro l’Ordinanza cautelare della giudicessa romana, che pochi giorni fa aveva affermato: “Ritenere che la Gran Loggia possa procedere all’annullamento delle elezioni per ragioni di opportunità costituirebbe un’indebita interferenza con la volontà degli elettori”. Leo Taroni, sul piede di guerra, annuncia: “Io e Lorenzo Borrè pronti a tutto!”. Antonio Seminario e Stefano Bisi sono avvisati
Ci eravamo lasciati con un’ipotesi che ieri, in serata, è diventata certezza: 554 Maestri Venerabili del G.O.I. guidati dal Gran Maestro in prorogatio Stefano Bisi e dall’avvocato reggino Raffale D’Ottavio si sono messi contro la Magistratura civile italiana.

“Boia chi molla!“, si saranno sussurrati tra loro i gallonati massoni del Grande Oriente d’Italia, ed ecco fatto! Prodotto il documento che sfonda un “varco” giuridico di non poca importanza (anche simbolica), l’ordinanza della giudicessa Mazzaro quando afferma il principio della conservazione della libera volontà espressa dagli elettori del Grande Oriente d’Italia nel marzo del 2024:



Leo Taroni non ha perso tempo, e con un Comunicato pubblicato via Telegram ha fatto sapere di essere pronto a rispondere, insieme al suo avvocato Lorenzo Borrè, colpo su colpo, rintuzzando anche l’augurio “inglese” per un rapido insediamento del Gran Maestro (sempre meno in pectore) Antonio Seminario. Dice Taroni: “Alla U.G.L.E. pensino agli affari loro, e ai loro ‘maestri’ che prima erano ‘maestre’!“, con una evidente stoccata al vetriolo verso la politica LGBTQIA+, che dal 2018 caratterizza, in maniera folkloristica, la massoneria anglosassone.

Il Supremo Comandante scozzese non esclude risvolti penalistici per la decisione assunta dai 554 Maestri Venerabili, a norma dell’art. 388 del Codice penale, circa la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice: “Chiunque, per sottrarsi all’adempimento degli obblighi nascenti da provvedimento dell’autorità giudiziaria, o dei quali è in corso l’accertamento dinanzi all’autorità giudiziaria stessa, compie, sui propri o sugli altrui beni, atti simulati o fraudolenti, o commette allo stesso scopo altri fatti fraudolenti, è punito, qualora non ottemperi all’ingiunzione di eseguire il provvedimento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032“. Fraudolenza che, comunque, darebbe anche luogo ad ulterioli azioni civili finalizzate ad elidere il danno:


Il punto di vista “Lealista”
Con un messaggio al Canale Telegram Notizie massoniche italiane, così ha spiegato il punto di vista dei vertici di Villa del Vascello un Consigliere dell’Ordine fedele al Gran Maestro aggiunto Antonio Seminario:
“Carissimi come state?!
State facendo impazzire Nino!
Vi segue e non capisce un certo… voltafaccia? Dai io lo so come la pensate, ma lui no. Vi chiedo di stare attenti!!
State cavalcando la storia del 388cp… ma qua nessuno si sottrae ad un bel nulla! La GL straordinaria ha i poteri per deliberare interpretazioni regolamentari con effetto retroattivo, e se la nostra mossa è questa non è perché non ci fidiamo della Mazzaro, come sta facendo intendere quello con il cerchio rosso [Ndr: uno dei redattori del Canale telegram], ma perché esiste anche un procedimento in mano a Manzi… ve lo siete scordati? Quello dei messinesi? E Manzi è completamente con Taroni!!
Quindi noi andiamo per la nostra strada con la GL straordinaria e l’assemblea, la Mazzaro e Manzi vedrete che risolveranno la stessa cosa in modi diversi!
In questo guazzetto noi ci mettiamo tranquilli con l’interpretazione autentica, poi vengano a scassarci i cabbasisi!
Dai fate da bravi che Tonino vi osserva! Non dico a favore come prima, ma neanche contro! Ci conto. Tfa“
Una lettura che è stata oggetto di aspre critiche, ma anche di entusiastiche condivisioni, sulla cassa da morto della Giustizia civile italiana…
Al momento, appare chiara all’orizzonte un’unica certezza, molto poco “fraterna: “Ne rimarrà soltanto uno!“