“Far piazza pulita dei sospetti di connivenze pericolose è un dovere per il prossimo Gran Maestro, e ci auguriamo che tanti giornalisti bravi e intelligenti come Lei ci aiutino a far percepire la Massoneria – e a farci percepire – in modo differente dall’opinione pubblica.”
Gentil.mo dr. Antonio Anastasi,
abbiamo accolto con estremo favore, il 31 0ttobre scorso, la pubblicazione del suo articolo dal Titolo: “Massoneria, svolta di Seminario: «Mi uniformerò al principio di legalit໓.

Che un cronista di “nera” come Lei, che si occupa di giudiziaria e in particolare di ’ndrangheta, sia uscito con un pezzo che ha inteso riprendere l’auspicata apertura del prossimo Gran Maestro del GOI Antonio Seminario al tema della legalità è operazione che Le fa onore.
Primo motivo, perché sappiamo quanto Lei fosse incerto e combattuto, in prima battuta, a riprendere, con tutta l’enfasi giornalistica del caso, dichiarazioni firniteLe “de relato“, quindi non direttamente raccolte da Antonio Seminario; Secondo motivo, per il ragionamento che ha sotteso la sua scelta: Lei ha valutato – molto realisticamente – come “necessità storica” la “svolta legalitaria” di cui si trattava.
Da molti mesi quello suo è il nostro stesso ragionamento.

Antonio Seminario sarà per certo il prossimo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, con piena legittimità, perché a fronte di una guerra massonica senza precedenti ha sbaragliato forze latomistiche che pure, nelle urne elettorali, lo avevano battuto nel marzo 2024.
È stata una guerra di potere, non di princìpi, senza esclusione di colpi da entrambe le parti, in cui alla fine la compagine più “cattiva” ha vinto. Si può discutere su tutto, ma le guerre le vince quasi sempre il più forte, e Antonio Seminario lo è stato. Per forza sua propria e perché aveva contro uno schieramento avversario che ha fatto tantissimi errori, primo tra tutti il volersi affidare alla inaffidabile giustizia civile italiana per dirimere controversie puramente associative: un suicidio che ci farà ricordare per molto tempo i nomi degli scellerati autori.
La guerra, tuttavia, ha portato con sé tante macerie, ed è proprio tra queste macerie che è nata la certezza di tanti Fratelli: Seminario dovrà giocoforza sforzarsi di ricostruire.
Non è solo questione di rapporti interni, come Lei sa bene, ma di una credibilità verso l’esterno del tutto perduta, almeno ad essersi interessati di massoneria nazionale nell’ultimo lustro.

Casi giudiziari come quelli calabresi e siciliani, l’affare Tumbarello/Messina Denaro, lo scandalo maltese (con ampio risalto nazionale sulle pagine del settimanale L’Espresso) e ultima in ordine di tempo la vicenda – nuovamente calabrese – di Giancarlo Pittelli, ci dicono chiaramente che le zone d’ombra vanno dissipate al più presto e che non esiste altra possibilità.
Purtroppo, parti minoritarie della massoneria nazionale si augurano il fallimento, su questo fronte, del futuro Gran Maestro Antonio Seminario, poiché – per ragioni tutte loro – fantasticano di un GOI debole e intrecciato all’infiltrazione malavitosa, che in questo modo possa favorire la Gran Loggia Regolare d’Italia di Fabio Venzi, che oggi in effetti gode di ampia salute interna e di un eccellente credito mediatico, corroborato dalla dimostrata propensione del suo Gran Maestro, il sociologo Fabio Venzi, a non tollerare alcun tipo di potenziale accostamento. Forte, la GLRI, di un regolamento che mette automaticamente alla porta gli eventuali affiliati malavitosi, dando a questi modo, una volta risultati innocenti all’ultimo grado di giudizio, di chiedere il reintegro.
Nel GOI questa possibilità non esiste, e – come Lei sa – la nostra giustizia domestica necessita invece di un’azione precisa, finora mai evasa dal nostro Grande Oratore (una sorta di PM nazionale per le colpe massoniche), che consenta il definitivo allontanamento (con l’espulsione) dei “fratelli” che delinquono: vale a dire l’inquadramento, per le nostri Corti di Giustizia domestiche, di un reato molto preciso, quello stabilito dall’art. 416-bis del Codice Penale. Cioè il crimine di cui si macchia chiunque faccia parte di un’associazione di tre o più persone che, per fini di profitto o per acquisire il controllo di attività economiche, utilizza la forza intimidatoria del vincolo associativo e la conseguente condizione di assoggettamento e omertà. Cioè il reato dell’associazionismo mafioso, camorrista, ‘ndranghetista o comunque criminale.
Antonio Seminario è chiamato a fare chiarezza su questo punto, e facendo chiarezza Antonio Seminario farà la storia della Massoneria italiana.
Non solo: Antonio Seminario sarà chiamato altresì ad un dialogo, non più procrastinabile, con il suo omologo della GLRI Fabio Venzi, finalizzato a rafforzare l’immagine internazionale del movimento latomistico nazionale, che non dovrà mai più essere scambiato per un pollaio scalabile dai peggiori interessi e dalle peggiori dinamiche.

Far piazza pulita dei sospetti di connivenze pericolose è dunque un dovere per il prossimo Gran Maestro, e il suo articolo – ne stia certo – sarà profetico.
Oltre a tutto questo ci auguriamo che tanti giornalisti bravi e intelligenti come Lei ci aiutino a far percepire la Massoneria – e a farci dunque percepire – in modo differente da quello che è stato finora da parte dell’opinione pubblica.
Noi aiuteremo, per tutto quanto ci sarà possibile, il Gran Maestro Antonio Seminario nella sua opera di rifondazione etica e slancio legalitario del Grande Oriente d’Italia.
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