A seguire la nostra intervista con il delegato di Redazione di Notizie massoniche italiane
D: Innanzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Veniamo al punto: sta facendo scalpore, in queste calde settimane d’agosto, il vostro endorsement per il candidato alla prossima Gran Maestranza, il rossanese Antonio Seminario. Era per voi un acerrimo nemico, adesso diventa un personaggio da sostenere. Sembra incredibile, cosa è cambiato?

R: Tutto. Di fatto è cambiato tutto. Le ragioni sono molteplici, la prima è che la fazione “lealista” ha confermato definitivamente la sua leadership sul GOI, con il tracollo delle pretese in sede civile della Lista 1 e la Gran Loggia dello scorso aprile, che ha archiviato le elezioni del marzo 2023, con annessa elezione di Leo Taroni a Gran Maestro. La seconda è che il trasferimento “scozzese” in GLRI non ha prodotto un risultato univoco. Questo per vari fattori, intanto la volontà del vertice scozzese di non forzare in tal senso, perché Taroni vuole giocarsi il colpo di coda “penalistico” ancora dentro il GOI, poi per il fatto che, in assenza di chiari segnali da parte di Piazza del Gesù, al Vascello sono pervenute migliaia e migliaia di abiure e certificazioni di assonnamento da parte della mutevole platea del Rito. La terza ragione è che la “Costituente lombarda”, che avrebbe voluto intestarsi il massiccio esodo degli “ex-taroniani” in GLRI ha manifestato evidenti segnali di debolezza. I lombardi avrebbero voluto costituire un ponte tra le due Obbedienze, ma la forza propria del Gran Maestro Fabio Venzi ha di fatto reso inutile questo supposto “ponte”. I Fratelli e le Logge che vogliono migrare, oggi prendono diretto contatto con il nuovo Gran Maestro, e svolgono direttamente le necessarie operazioni di esodo. Venzi sta dimostrando che per ingrandire le sue fila non ha bisogno né del RSAA né di pretestuosi “mediatori”, sia al di qua che al di là del Tevere, se ci è consentita l’allegoria. Tutto ciò ha prodotto due risultati: da un lato il rafforzamento della posizione di Stefano Bisi nel GOI, dall’altro la caratterizzazione sempre più legalitaria della GLRI, in mezzo è rimasto Antonio Seminario, che rischia di assumere il ruolo del Don Abbondio di turno, vaso di coccio tra vasi di ferro.
D: Sì, ma voi cosa c’entrate con Seminario?
R: Ripeto: il totale fallimento dell’azione di contrasto a Stefano Bisi, da parte di Leo Taroni e del “Gruppo civilista”, sta producendo alcune dinamiche molto pericolose per il Grande Oriente d’Italia. Dinamiche di cui siamo venuti a conoscenza. Le abbiamo esaminate in diverse riunioni interne, soppesandole, con la costruzione dei relativi scenari. Da essi, senza scendere nei particolari (che potrebbero rivelare quanto non vogliamo – per adesso – sia rivelato), è emerso che la figura di Antonio Seminario è quella che oggi può garantire il miglior recupero per il GOI sul fronte mediatico. C’è tuttavia un “però”: a patto che egli sia il più svincolato possibile dai condizionamenti affaristico-negazionisti che potrebbero venirgli imposti per la sua condizione di debolezza. E ci limitiamo per ora a parlare di “condizionamenti”, ma in gioco c’è in realtà l’infausta possibilità che Stefano Bisi, con un colpo di mano, decida di puntar dritto sul suo terzo mandato, estromettendo definitivamente Seminario dalla possibilità della Gran Maestranza. E ciò proprio in virtù del fatto che l’attuale situazione interna vede l’attuale Gran Maestro come dominus assoluto. Questa scelta di Bisi potrebbe essere addirittura agevolata da eventuali richieste di rinvii a giudizio che potrebbero arrivare da qua al novembre prossimo.
D: Quindi si punta su Seminario contro Bisi?
Sì. Contro Bisi e contro i siciliani di Giuseppe Trumbatore, che attualmente rappresentano per il GOI uno scenario molto ma molto peggiore del nostro “Gran Maestro Tonino”, come ormai lo chiamiamo con affetto. E sia chiaro: questa non è soltanto l’opinione di Notizie massoniche italiane, ma è convincimento diffuso, soprattutto a ben leggere certe dinamiche “maltesi”, cui sappiamo Seminario essere sostanzialmente estraneo. Insomma, questo ed altro ci ha convinti a credere che occorra rafforzare lui contro la parte “lealista” più pericolosa. D’altronde Tumbarello stava a Campobello di Mazara, nel trapanese, Lutri a Palermo e Lauria a Licata, nell’agrigentino. Occorre – come dire – far funzionare la testa.
D: Antonio Seminario lo vorrà, il vostro appoggio?
R: Ad Antonio Seminario non chiediamo nulla che non vada nella direzione del bene del GOI e dei massoni italiani. La vera Massoneria non ha nulla a che fare con quei personaggi equivoci che in Sicilia sono stati coccolati. Alfonso Tumbarello sta per vedersi riconosciuta una condanna pesantissima in Primo Grado dal Tribunale di Marsala, per grave associazione mafiosa. Noi diciamo pubblicamente a Seminario di dare un segnale che vada nella direzione della tutela pubblica della Massoneria italiana. Tumbarello sia posto sotto l’incudine della nostra giustizia interna! Sia tavolato per condotta antimassonica a norma dell’art. 187 del nostro Regolamento! Con successiva sospensione del giudizio fino a sentenza definitiva, sempre come previsto. Questo ci permetterebbe di andare a raccontare ai vari giornalisti con cui siamo in contatto che Antonio Seminario ha imboccato la strada giusta. Una strada che mai nessuno prima di lui aveva avuto la forza e la lungimiranza di imboccare prima (a parte Fabio Venzi su sponda GLRI, con casistica documentata, sulla quale torneremo). Ne uscirebbe un bel ritratto di Tonino, e begli articoletti per l’Espresso, o magari per il Fatto Quotidiano, o per qualche testata giornalistica del Sud Italia.
D: Sembra tutto molto rischioso…
R: Arrivati a questo punto ci appelliamo a chi come noi ha interesse a salvare l’Ordine. In questi ultimi anni abbiamo assistito a manovre sempre più spericolate, culminate negli omessi controlli su questi “supposti” amici della SGLoM, che ci hanno portato le loro “associazioni particolari” nei templi di casa. Seminario, nonostante la sua recente presenza a Bagheria, non ha mai avvallato direttamente questa porcheria, a differenza di altri che si sono invece prodigati. Inoltre, Seminario ha già assaporato in quest’ultimo anno e mezzo quello che gli ha comportato far presumere di essere lo “scodinzolino” del senese Stefano Bisi… per questo stesso motivo è l’unico che, in questo momento, può trarre positivo insegnamento dagli errori passati. Errori che, peraltro, sono stati dell’intero GOI, per troppi anni. Oggi è giunto il momento di mettere a frutto le esperienze passate, e nessuno più di Antonio Seminario, che ha pagato in termini di immagine personale (pensiamo alla questione dei famigerati “talloncini”) molte scelte scelleratissime, possiede la giusta determinazione per capovolgere, da futuro Gran Maestro, l’attuale funesta situazione del GOI.
D: Quindi… Lista unica nazionale, Seminario Gran Maestro?
R: In questo momento nel Grande Oriente d’Italia non esiste la possibilità di libere e democratiche elezioni nazionali. Tutti gli Organi di controllo rispondono a logiche verticistiche e subiscono i pesanti condizionamenti di chi regge il Supremo Maglietto. Ma la componente al comando fortunatamente non è omogenea e non costituisce un blocco unitario, noi abbiamo semplicemente individuato colui con cui condividere un legittimo interesse pubblico: il bene dell’Istituzione. Siamo certi che sono tantissimi i Fratelli di ogni sponda che esulterebbero per un Gran Maestro capace di sferrare un calcio nel sedere a Tumbarello e soci, e capace di affermare di fronte al mondo massonico internazionale che l’Italia e il GOI non sono colonie della SGLoM, di Malta, e degli interessi di Simon Cusens. Se Seminario percorrerà questa strada, prevediamo per lui un futuro più che radioso, con molta rassegnazione per Stefano Bisi e quella fazione siciliana, a guida Giuseppe Trumbatore, che è quella che oggi di più ci spaventa.